Porto Ercole

Cliente: FPAA Studio
Anno: 2025
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Affacciata direttamente sul mare, questa residenza incastonata tra le mura di un’antica dimora, con l’aggiunta di una porzione più recente, rinasce grazie a un intervento che è insieme gesto di rispetto e di reinterpretazione.
Una ristrutturazione calibrata, dove la memoria si fonde con una nuova visione dell’abitare.

Il progetto si muove lungo due direttrici complementari: conservazione e trasformazione. La parte storica dell’abitazione, testimone silenziosa di un tempo sospeso, è stata preservata col rispetto di una vita passata. L’impianto originario è rimasto intatto, così come alcuni elementi di grande valore materico e narrativo: tra tutti la scala, nobile e solida, impreziosita dagli scalini in battuto alla veneziana.
Interventi più puntuali hanno interessato però anche questa zona, rivelando una nuova intenzione progettuale: la sala da pranzo dall’atteggiamento monastico, dominata da tavolo e panca angolare in rovere, si apre su una vetrata ampia che cattura l’orizzonte marino.
Un angolo bar, intimo e raccolto, prende vita grazie a una parete rivestita da un mosaico di specchi anticati, mentre piccoli gesti, dettagli materici e arredi su misura, punteggiano gli altri ambienti come note misurate di una melodia d’interni.

Al piano superiore, la parte più recente della casa, segnata da trasformazioni avvenute nei decenni, è stata completamente ripensata. Qui l’obiettivo è stato dissolvere i confini, creare continuità e fluidità, ridisegnando il percorso interno come un’unica traiettoria avvolgente. Le separazioni si fanno permeabili, suggerite più che imposte, attraverso varchi e passaggi che si rivelano lentamente.
Sorprendentemente, si entra nella stanza da bagno totalmente aperta e di passaggio tra la camera e lo studio privati. Il lavabo scultoreo di unisce alla bianca vasca da bagno per dare il bentornato a casa.
Un raffinato gioco di texture distingue le superfici murarie: lisce nella parte inferiore, ruvide e materiche in quella superiore, in un dialogo tattile che restituisce profondità e ritmo. Il pavimento originale in cementine esagonali, conservato ove possibile, si intreccia con un nuovo parquet a spina di pesce in rovere, monocromatico ma vivo nella sua essenza naturale.

Infine, alcuni elementi sono stati reinterpretati in chiave contemporanea, utilizzando materiali antichi come la terracotta: la ricostruzione della camino, le mensole terrazzate.
Un linguaggio progettuale che guarda al passato con occhi nuovi, disegnando uno spazio che è allo stesso tempo memoria e invenzione, radici e sguardo sul futuro.
L’ulteriore stanza da bagno, unico ambiente chiuso, ospita una grande doccia semicircolare e una seduta rilassante nelle forme, nei materiali e nei colori.

Progetto FPAA Studio – www.fpaa.it
Foto Edi Solari

Pubblicato su AD Italia